RICORDI DEGLI AMICI DI EVELINA

 

Cari amici in Gurudeva, dirò in poche righe della mia vita con Evelina: mi indirizzò a lei la SRF poiché non conoscevo l'inglese e la Casa Madre scriveva solo in inglese al tempo. Mandavo a Evelina le lettere in inglese che lei mi traduceva e assieme mi mandava risposte riguardo alle domande che io le ponevo. La incontrai la prima volta nel 1968 a Milano dove si tenevano incontri di meditazione e fu un incontro emozionante: imparai gli Esercizi di Ricarica e meditai con la sola tecnica che avevo ricevuto dalla SRF, l’Hong So e una visualizzazione, ma la sua presenza e i suoi canti del Maestro mi portarono molto in profondità. Per me divenne un faro e un giorno le chiesi se volesse essere il mio Guru: risposta, "Sciocco, hai già un Guru ed è Paramahansa Yogananda, e la gioia spirituale che senti in meditazione ti viene data da Lui e dal Signore". Quando le chiesi se Yogananda mi avesse portato a Gesù Cristo (ero nato in ambiente cristiano e a volte avevo difficoltà nel come collocare Yogananda e Gesù), lei mi disse: "Entrambi, Yogananda e il Cristo ti portano a Dio". Dilemma dissolto immediatamente e per sempre dalla sua saggezza. Difficile fare una sintesi di anni di contatti fisici, epistolari e telefonici; fu una vera "Madre" spirituale, un aiuto incredibile in molte occasioni e nei più svariati problemi spirituali e di altra natura. I miei ricordi più cari (non tanto per l'aspetto miracoloso, ma per l'elevazione spirituale che sentivo in me) sono quando improvvisamente, parlando, la vedevo mutare in volto e nel corpo... improvvisamente davanti a me avevo una giovane donna il cui volto dolcissimo era trasfigurato da una luce divina... e non accadeva solo a me. Facendoglielo notare Evelina diceva candidamente: "Non sono io, è il Guru" (A quel tempo Evelina era già avanti con l’età). Basta cosi: per me lei era una santa devota che, vuoi con la dolcezza, vuoi, talvolta, con un po' di severità e durezza, mi portava direttamente a percepire la presenza divina. E come tale lo sento tuttora se penso a Lei. Molto felice di darvi questo piccolo contributo, vi auguro tutto il bene per avere dedicata a Evelina una sezione particolare in questo sito. In divina amicizia, – VR

 

Nei colloqui con lei ci penetrava col suo sguardo di comprensione profonda, e il suo assenso o dissenso si esprimeva con poche parole. Questo suo atteggiamento ci diceva che ci aveva compresi molto più di quanto noi stessi potevamo fare. Ancora oggi mi piacerebbe poter andare a casa sua, parlarle col cuore aperto, tuffarmi nel suo sguardo di comprensione, e crogiolarmi nella melodia della sua voce e tornarmene a casa arricchito di un qualcosa di incommensurabile. Sono grato a Dio e al Guru per averla conosciuta e di essermi arricchito con la sua presenza. Certamente è stata una pietra miliare della SRF in Italia. – LP

 

Negli anni ’60 ero sul sentiero spirituale da poco tempo ed Evelina Glanzmann era il mio punto di riferimento. Fu lei a insegnare a me e a pochi altri devoti di Palermo le tecniche della SRF e io mi rivolgevo a lei per consigli spirituali e consigli pratici. In quel periodo mi trovai a dover affrontare una situazione molto difficile poiché mia madre era stata colpita da ictus e io dovevo accudirla giorno e notte prendendomi contemporaneamente cura della casa e di tutte le incombenze familiari. Dopo un lungo periodo nel quale la mia condizione mi portava a non poter riposare mai, né giorno né notte, un giorno presi la risoluzione di scrivere a Evelina per esporle il mio caso e chiederle consiglio. Ricevetti una risposta chiara e perentoria: “Lei deve allontanarsi dall’ambiente in cui si trova perché è sull’orlo dell’esaurimento nervoso, deve cambiare aria”. A quell’epoca avevo circa 35 anni. Con l’aiuto dei miei familiari pensai di andare ad Arona, dove viveva uno dei miei fratelli con la famiglia, per prendermi un periodo di riposo. Quando arrivai all’aeroporto mio fratello non mi riconobbe tanto ero dimagrita e cambiata. Mi fermai a casa sua per otto giorni durante i quali dormii quasi ininterrottamente, saltando perfino i pasti e, trascorso tale periodo, fui richiamata a Palermo perché mia madre reclamava la mia presenza. Ebbene, tornando a casa e ricominciando a prendermi cura della mamma, giorno e notte, mi resi conto che non sentivo più alcuna stanchezza e che potevo lavorare e vegliare notte e giorno rimanendo sempre fresca e in forma. Tutto il peso che gravava sulle mie spalle ora era facile da portare e questo stato durò per tutto il tempo in cui mia madre visse, e cioè per altri 14 anni. Ho sempre avuto la certezza che questo è stato un dono che il Guru mi ha fatto tramite Evelina. Grazie! Jai Guru! – ML

 

La riaccompagnavo spesso a casa sua dal Centro di Milano dopo i Servizi di meditazione e in queste occasioni mi raccontava che quando la domenica riceveva i devoti che dovevano prendere le tecniche di meditazione, nell'ultimo periodo faceva molta fatica e si doveva preparare mentalmente tutta la settimana. In una di queste occasioni aveva spiegato gli Esercizi di Ricarica ed era poi passata alla tecnica Hong So, ma dopo la prima ispirazione entrò immediatamente in uno stato di perfetta quiete e immobilità. Dopo qualche secondo, resasi conto di ciò, uscì immediatamente da quello stato per non mettere in imbarazzo le persone presenti. – CM

 

Nel centro di Milano Evelina aveva una poltrona a lei dedicata per via delle difficoltà che incontrava nello stare seduta. Una sera stavo meditando accanto a lei e durante un canto mi muovevo a destra e a sinistra. Pensando che mi stessi addormentando, mi diede una gomitata per svegliarmi. Mi raccontò in seguito che una sera mentre meditava, non riusciva a stare ferma per via dei suoi dolori e faceva molta fatica a rimanere immobile. Non volendo disturbare nessuno muovendosi, dopo aver provato più di una volta a meditare, decise di alzarsi e uscire. Nello stesso momento in cui decise di alzarsi fu pervasa da uno stato di pace improvviso e riuscì a rimanere perfettamente immobile in meditazione. – CM

 

Poco tempo dopo il primo incontro ebbi modo di fare una meditazione di 4 ore guidata da lei... ogni tanto la sbirciavo e notai che non si mosse mai dalla sua posizione immobile e stabile a gambe incrociate. Una volta le feci visita a Varese con alcuni amici: ci fece la revisione del Kriya e poi ci parlò di Gurudeva a mo' di Satsanga... ad un certo punto rimasi esterrefatto... visi il suo viso ormai rugoso diventare come quello di una bambina ed effuso di soffice luce chiara. La vidi cosi per almeno un minuto; aprii e chiusi gli occhi più volte per essere certo che fosse vero... una trasfigurazione bellissima e ringraziai Gurudeva e il Signore per questa esperienza... a questo proposito, in altre occasioni altri le dissero: “Evelina, vedo la sua persona avvolta da un alone di luce bellissima...” e lei... “Non sono io, quello è il Guru che si manifesta.”– VR

 

Quando nell’ottobre del 1977 iniziai a frequentare il Gruppo SRF della mia città, sentii parlare di Evelina. E subito sentii il forte desiderio di conoscerla. Non ricordo quanto tempo passò che venne a trovarci. Era accogliente, dolce, ma ferma. E scoprii presto la fortuna che avevamo di incontrare qualcuno che potesse aiutarci a praticare al meglio le tecniche insegnate dal Maestro. Ricordo in particolare due altri momenti in cui la incontrai. Non posso ricordare l’anno, ma una volta fu a Milano, dove tenne un Servizio organizzato dai devoti di quella città presso la sede dove si erano insediati da non molto tempo. Del satsanga che tenne senza formalità in una saletta, tutti seduti intorno a lei, non ricordo i particolari, ma ricordo quanto fece bene alle nostre menti e alle nostre anime sentire tanti concetti di amore e devozione per il nostro Maestro. L’incontro stava per volgere al termine, quando desiderai ardentemente che si intonasse tutti insieme il canto dell’OM. Non finii di formulare in me questo desiderio, che Evelina iniziò a cantarlo. Ho ancora nei miei ricordi la sua immagine che, salutato tutti, sorridente e decisa, salì a bordo della sua decapottabile e partì. L’ultima volta che l’ho incontrata fu presso la sua casa a Varese. Fu una giornata intensa, piena di armonia e allegria. L’incontro terminò con la revisione collettiva degli Esercizi di Ricarica. Controllò con attenzione ognuno dei presenti e ricordo ancora, e ne faccio tuttora tesoro, dei suoi consigli e correzioni. Un pensiero di affetto e riconoscenza per la nostra indimenticata Evelina. – SC

 

Un ulteriore aspetto della sua personalità era la vastità della sua cultura che spaziava in ogni campo: letterario, artistico e musicale. Non è un caso che sia stata lei a tradurre in italiano l’AUTOBIOGRAFIA DI UNO YOGI oltre a numerosi altri insegnamenti utili ai gruppi; la sua conoscenza era profonda e ricca di sensibilità. Era un piacere stare con lei e ci si arricchiva in ogni campo. E non si tirava indietro se doveva fare un gesto di generosità regalando un biglietto aereo per Los Angeles (allora molto costosi) senza apparire lei la donatrice. Oppure donare uno strumento musicale antico e di valore a una persona che stimava per la sua arte musicale. – LP

 

Nel corso degli anni settanta e fino ai primi anni ottanta la Consulente di meditazione Evelina Glanzmann venne più volte nella mia città e generalmente veniva ospitata a casa di qualcuno del Gruppo. Naturalmente la maggior parte del tempo della sua permanenza era dedicata proprio alla revisione collettiva delle tecniche di meditazione e ai colloqui personali, ma quando finiva il suo “turno di lavoro” restava ancora con noi, i quali, dopo la revisione delle tecniche, non eravamo andati a casa, ma ci eravamo trattenuti nelle stanze attigue a quella dei colloqui per il piacere di stare assieme tra noi e la speranza di stare appunto ancora con lei. Lei non si negava mai, e dopo una pizza o una cena frugale tutti assieme, ci raccoglievamo tutti attorno a lei in circolo, spesso letteralmente ai suoi piedi; in molti infatti ci disponevamo sul pavimento anche perché le sedie non bastavano per tutti. E stavamo lì per ore a farle domande su argomenti spirituali o a chiedere delle sue esperienze alla Casa Madre; e lei stava per ore a risponderci su qualunque tema, o ci allietava con le sue innumerevoli storielle da lei direttamente vissute e dalle quali aveva tratto insegnamento, o con le ispiranti storielle sul Maestro che le avevano raccontato le monache e gli altri discepoli che lo avevano conosciuto. C’era una bellissima atmosfera che ci aiutava a tenere la nostra coscienza su un piano elevato e noi tutti ci sentivamo uniti sperimentando la vicinanza spirituale in una situazione un po’ a metà tra la grande famiglia che si riunisce nelle grandi occasioni attorno all’amata madre e quello che ci immaginavamo essere le riunioni dei discepoli di Lahiri Mahasaya o di Sri Yukteswar di cui avevamo letto sull’Autobiografia di uno Yogi.- MP

 

Una delle volte in cui Evelina si recò alla Casa Madre della SRF a Los Angeles, le accade un incidente. Qualcuno aveva posato a terra una cassetta di legno e lei, che non era in grado di camminare correttamente, inciampò sulla cassetta e cadde rompendosi un braccio. Rifiutò di essere portata all'ospedale e disse che se il Guru avesse voluto sarebbe guarita in tre giorni. Si ritirò poi in camera sua. Siccome era solita tradurre gli scritti del Maestro in italiano, alla sera, riuscendo un po' a muovere le dita pensò che sarebbe riuscita a scrivere a macchina, ma non appena sfiorò un tasto sentì un dolore lancinante e una voce divertita proveniente da ogni luogo, che disse: "Tre giorni!". Mi raccontò che tre giorni dopo era perfettamente guarita.

In un'altra occasione, mentre passeggiava nei giardini di Mount Washington, si accorse che delle foglie secche erano finite sulle impronte del Guru presso il Pozzo dei desideri. Si rimise a passeggiare. Pensando poi che quelle foglie avevano toccato le orme del Guru, decise di prenderne qualcuna e portarsele a casa come reliquia. Mentre se ne stava andando pensò: "Che egoista sono stata, le ho prese per me e non per i miei amici!". Tornò indietro e ne prese alcune anche per i suoi amici. Prima di partire per l'Italia separò le foglie in due mucchietti, uno con le foglie raccolte per lei e l'altro con quelle raccolte successivamente per i suoi amici. Quando arrivò in Italia, aperta la valigia, si accorse che le sue foglie erano sparite ed erano rimaste solo quelle per i suoi amici. Capì a quel punto il messaggio del Maestro e cioè che lei non aveva più bisogno di quelle foglie. Regalò poi le altre ai suoi amici. – CM

 

La prima volta che incontrai Evelina, la signora Mezzola mi disse di scendere per aiutarla a portare l'armonium e altre cosette. Li ebbi modo di non informarmi più riguardo la sua salute... scesi, andai alla sua Renault rossa (mi pare di ricordare) sotto casa e le aprii la portiera: "Tanto per cominciare non portarmi via la portiera che mi serve per appoggiarmi e scendere." Ora me la rido, ma allora rimasi sconcertato... la salutai e le chiesi come stava; risposta: "Non ho il cimurro, non ho la scabbia, non ho la rabbia, né la peste, quindi non chiedermi più come sto" e aggiunse... "non è una cosa personale che dico a te, lo dico a tutti quelli che mi chiedono come sto!" Poi improvvisamente mi sorrise e mi disse cosa dovevo portare. A volte mi ricordava Sri Yukteswar e se mi risentivo un po' di quello che mi diceva, non appena mi sforzavo di mettere da parte il risentimento mi sentivo così bene immediatamente. Una volta conosciuta bene ho sempre amato questo suo modo di fare e mi divertivo a vedere lo sconcerto di chi ancora non la conosceva. Aveva anche un gran senso dello humor e spesso aveva battute molto simpatiche, tipo "non serve arrivare a colpirvi fino a perdere i sensi" quando spiegava l'Esercizio per stimolare la memoria e qualcuno picchiava sodo sul capo... - VR

 

Ero un giovane studente, appena iscritto alla SRF, quando ebbi la fortuna di incontrare Evelina nell'ultimo periodo della sua vita. Dopo 25 anni, i ricordi sono ancora molto vivi nella mia coscienza. Ero un ragazzo molto timido e non riuscivo a esprimermi molto con le persone. Mia madre telefonò a Evelina per prendere un appuntamento, e lei disse: "Ma suo figlio ha un handicap, non può telefonare lui?". Come primo approccio diciamo che non fu molto positivo… Così presi il coraggio e andai all'appuntamento; eravamo circa 20 devoti provenienti da tutta Italia. Erano gli ultimi suoi incontri con i devoti, il suo stato di salute era già molto precario. Ricordo che ci disse: "Questa notte ho pregato tanto il Maestro affinché potessi incontrarvi oggi. E il Maestro mi ha ascoltata...". In genere teneva queste riunioni nel suo ampio salotto, seduti tutti in cerchio intorno a lei. Poi interpellava una persona alla volta, e ognuno doveva spiegare come eseguiva le tecniche. A distanza di molti anni, ricordo ancora le forti sensazioni che ebbi uscendo al termine della riunione. La presenza del Guru era molto tangibile nella stanza e quella 'strana' sensazione durò per molti giorni. – SI

 

La prima volta che mi sono recata a Milano negli anni 80 per la revisione delle tecniche, io non la conoscevo ancora. Passando vicino ad un gruppo di devoti, ho avvertito un'energia particolare e come un'onda di amore improvvisa... solo dopo, vedendola sul palco, ho capito che si trovava in quel piccolo gruppo.. .Il mio rapporto con lei in seguito è stato molto bello e ispirante, e durante momenti diffcili della mia vita, dopo la sua dipartita, l'ho sentita vicina in maniera molto forte. - GI

 

Quando mi si chiede di Evelina la prima cosa che mi viene in mente è la sua voce melodiosa. Quando la sentivo parlare, da vicino o per telefono, l’armoniosa e dolce vibrazione della sua voce mi trasmetteva pace e tranquillità. La sua presenza e il suo prezioso lavoro ha rappresentato per l’Italia una benedizione. L’ho conosciuta nel 1977 e in quegli anni non vi erano i mezzi di comunicazioni di oggi. I monaci venivano raramente (ogni 4 o 5 anni). Vi erano pochi libri in italiano e parlare telefonicamente con la Casa Madre era costosissimo e si faceva in caso di urgente necessità. Ecco perché Evelina è stata fondamentale per la diffusione della conoscenza degli insegnamenti del Maestro in Italia. Ha rappresentato per tutti noi, allora giovani e inesperti di questo mondo affascinante, un riferimento importante di esempio di discepolato con i suoi continui viaggi che faceva per diffondere gli insegnamenti del Maestro. Faceva ogni anno un giro per l’Italia fermandosi in tutti i gruppi e centri SRF che allora erano attivi. Per tutti noi era il nostro contatto con la Casa Madre. I suoi consigli sono stati sempre preziosi e fondamentali per spiegarci le tecniche e per incoraggiarci quando sorgevano ostacoli sul nostro cammino spirituale. I viaggi che faceva per l’Italia erano una prova di grande dedizione al lavoro del Guru e questa dedizione era resa ancora più preziosa dai sacrifici che doveva affrontare per i tanti problemi fisici che le appesantivano i movimenti. Tante volte l’ho vista soffrire seriamente ma trovava sempre il modo di superare questi momenti e proseguire negli impegni di aiuto che era venuta a darci. Le sue visite nel gruppo erano molto attese da noi devoti. Questa sua abnegazione è il segno più concreto della sua dedizione a Dio e al Guru. - LP

 

Nel 1985 lessi l''Autobiografia di uno Yogi' e immediatamente visitai l'India e coltivai il grande desiderio di andare in California,negli Ashrams del Maestro. Al ritorno dall'India, chiesi ad Evelina se, secondo lei, fosse consigliabile per me fare un'esperienza di vita negli Ashrams SRF (Hidden Valley, per iniziare). Le sue parole d'incoraggiamento furono decisive per la meravigliosa benedizione di aver passato in seguito 7 anni stupendi tra Hidden Valley, Encinitas e Mount Washington. In un'altra opportunità, con altri devoti, facemmo una revisione degli Esercizi di ricarica con lei. Mi presi parecchi rimproveri, ma gli Esercizi li imparai perfettamente. Nonostante le molte revisioni poi fatte con Bro. Abhedananda, quella in particolare con Evelina non la scorderò mai. Evelina sprigionava una forte disciplina spirituale, oltre che ad un coraggio morale e Amore Divino immenso. - FM

 

Dopo poco tempo che era iscritta alla SRF, Evelina conobbe colui che in seguito divenne Brother Premamoy. Evelina mi raccontò una storia stupefacente riguardo a Brother Premamoy. Durante la seconda guerra mondiale stava per essere fucilato e il Capitano del plotone di esecuzione gli domandò di esprimere il suo ultimo desiderio. Lui chiese un fazzoletto e si iniziò a soffiare il naso; essendo di temperamento gioviale, si mise a scherzare e a fare la "trombetta" soffiandosi il naso. Il Capitano, stupito dal suo comportamento scherzoso in punto di morte, gli concesse la libertà. Successivamente Br. Premamoy trovò riparo in Italia, dove conobbe Evelina e rimase con lei e la sua famiglia diverso tempo. Poiché non aveva un posto dove abitare, Evelina lo ospitò a casa sua, ma non disponeva di una stanza in più, così lui dormiva sul pavimento del bagno. Un giorno un amico la andò a trovare e lui spiritosamente gli disse: "Attento che stai calpestando il mio letto!". Mi raccontò inoltre che Brother Premamoy, anche quando ancora non sapeva niente di meditazione, si alzava tutte le sere verso l'una di notte e si faceva una doccia gelata per dimostrare a se stesso che poteva fare quello che voleva senza essere dipendente dal sonno. Quando anche questa divenne un'abitudine, decise di ripetere la cosa due volte ogni notte. Anche se lui non possedeva documenti, Evelina riuscì a trovargli un posto su una nave diretta in America. Prima che partisse, gli preparò un pacchetto regalo. Giunto sulla nave, Premamoy aprì il regalo convinto di trovare cioccolatini da mangiare durante il viaggio, ma si accorse che gli era stato regalato un libro, l’Autobiografia di uno Yogi. Avrebbe preferito i cioccolatini, così si stupì del libro e lo mise da parte. Un giorno Evelina inviò due lettere, una a Premamoy e una alla Casa Madre della SRF, ma scambiò sbadatamente gli indirizzi dei destinatari. Così a Premamoy fu recapitata la lettera per la Casa Madre e che decise di restituire di persona. Capì anche che ci doveva essere un collegamento tra la SRF e il libro che tempo prima gli era stato regalato e così, per non trovarsi impreparato, lo lesse prima di mettersi in viaggio. Una volta arrivato alla Casa Madre venne accolto come se lo stessero aspettando. A causa di questo episodio divenne poi un monaco. - CM

 

Quando ho conosciuto Evelina ero molto giovane e provavo soggezione verso di lei. Ricordo che era davvero esigente e molto severa. Resta la mia gratitudine per una devota diretta di Guruji che si è prestata a diffondere gli insegnamenti del Maestro in Italia. - DA

 

Evelina era dotata di una volontà fortissima e di una determinazione irremovibile a servire il Guru e la SRF. Poco tempo dopo il primo incontro ebbi modo di fare una meditazione di 4 ore guidata da lei... ogni tanto la sbirciavo e notai che non si mosse mai dalla sua posizione immobile e stabile a gambe incrociate. Essendo io un ragazzo, mi aiutò moltissimo a crescere come persona e spiritualmente. La incontrai spesso ed ebbi con lei anche un rapporto epistolare intenso e posso dire che mi conoscesse come "le sue tasche" come si suol dire. I suoi consigli spaziavano da quelli spirituali a quelli umani e centravano sempre il punto. Il rapporto epistolare consisteva anche che io le mandavo le mie lettere SRF in inglese e lei me le rimandava tradotte (al tempo scrivevo alla SRF in italiano e loro rispondevano in inglese).Quando ci incontravamo portavo sempre con me un foglietto con su parecchie domande importanti per la pratica spirituale e per le mie problematiche personali. Quando ci ritiravamo in privato ed era il tempo di leggerle le domande, quasi sempre le dicevo “ho qui molte domande ma sento che ora non servono più” e lei sorrideva, capendo che la pace che sentivo con lei placava e rispondeva ai miei problemi. Allora le toccavo i piedi (cosa che lei detestava) e lei prontamente mi sgridava... allora le mettevo la mia testa in grembo e lei mi abbracciava affettuosamente... una cosa importante, molto importante... ogni volta che questo accadeva e anche in altre occasioni, notavo il suo sguardo assente, profondamente interiorizzato... stava dando il mio affetto a Dio e al Guru? Stava pregando interiormente per me? – VR

 

Ho avuto il privilegio di aver conosciuto e ospitata a casa mia la magnifica anima di Evelina Glazmann e in un periodo di grandissima sofferenza mi è stata di grande aiuto. Ricordo la delicatezza e il suo sguardo profondo, il suo grande magnetismo e la dolcezza che sprigionava in tutti i modi. Mi ha dato consigli preziosi che mi hanno ridato la gioia di vivere. Jai Guru – RM

 

Ero poco più di un’adolescente quando ebbi il mio primo colloquio con Evelina, incerta e assediata com’ero da dubbi infiniti sul sentiero e sul Maestro. Uscii dalla stanza del colloquio con due certezze: quella donna non aveva cercato di convincermi ad ogni costo, e non c'era altra via per mettere a tacere i miei dubbi che provare io stessa l'esperienza diretta e personale di Dio, niente altro avrebbe mai funzionato. Dopo qualche anno la rividi a casa di un devoto, mi aveva riservato un po’ di tempo per insegnarmi a suonare qualche canto all’harmonium. Quando arrivai notai che era decisamente stanca. Aveva avuto dei colloqui con altri devoti credo e chiese che aspettassi un po’ per lasciarle il tempo di fare un breve ‘meditino’. Quando tornò dopo pochissimo tempo fu come incontrare un'altra persona: Evelina sprizzava energia, freschezza e ilarità, e ci mancava poco che saltasse di gioia… come se fosse appena uscita dall’immersione in una misteriosa sorgente di giovinezza e vitalità. Ne fui profondamente colpita. - LI

 

Il mio ricordo di Evelina: dolce accoglimento, ascolto, abbraccio di amore e saggezza nel servizio al nostro Guru. Con gratitudine ricordo la sua presenza di grande discrezione e comprensione materna nell'accogliere i devoti che cercavano Dio in Gurudeva. Non esprimeva giudizi ma nell'ascolto materno abbracciava confortando ed esortando a seguire la via tracciata dal Guru. Ho molta gratitudine verso di lei e mi inchino ringraziando Evelina con tutto il cuore e anima. - GF

 

Il mio primo incontro con Evelina avvenne nel 1979 a Trapani; avevo appena avuto la fortuna di leggere l’Autobiografia di uno Yogi. Qualche anno prima mi aveva lasciato mia madre; il dolore era stato così forte che una sera, mentre mi addormentavo col pensiero di lei, mi venne in sogno e mi portò nel mondo meraviglioso dove lei ora soggiornava. Il sogno (ma si trattava veramente di un sogno?) si concluse con queste sue parole: “Figlio mio, quando ti sveglierai, ti sembrerà di avere sognato. Ricorda… sogni invece quando sei sveglio!” Poi, salutandomi, andò via. Ebbi così un colloquio con Evelina e ne approfittai per raccontarle quell’esperienza. Davanti a lei mi sentii subito avvolto da un immenso amore materno, i suoi occhi sembravano leggere i miei sentimenti. Mentre le raccontavo di questa mia esperienza piangevo come un bambino e lei con tanta tenerezza appoggiò la mia testa sulla sua spalla e accarezzandomi disse: “Piangi figliolo, la madre divina ti ha fatto un bel regalo, hai davvero visto il mondo astrale dove tua madre vive. La tua mamma ti ha detto la verità, la nostra vita è un sogno, ci svegliamo quando lasciamo il corpo.” - FC

 

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Evelina e Bro. Bhaktananda

 

Bellissimi ricordi con Evelina! Per diversi anni veniva una volta l’anno nella nostra città per fare revisione delle tecniche e colloqui privati coi devoti che chiedevano consigli sulla loro pratica delle tecniche. Era stata incaricata da Sri Daya Mata che l’aveva nominata “Meditation Counselor“, cioè consigliera di meditazione per l’Italia. Mio marito e io abbiamo avuto il privilegio di ospitarla a casa nostra tutte le volte che è venuta. Devoti da tutta la nostra regione venivano a casa nostra dove si svolgevano tutti gli incontri. Evelina era instancabile! Sempre disponibile con tutti e sempre gioiosa! Alcuni di noi la chiamavamo mamma Evelina. Ho tanti bellissimi ricordi con lei! Il suo bellissimo rapporto col Guru che ci trasmetteva con tanto amore! A volte mi pareva che il Guru mi guardasse e mi sorridesse attraverso i suoi occhi. È stata una grande benedizione stare con lei per tutti noi che l’abbiamo conosciuta e amata. - LG

 

Spesso i nostri incontri con Evelina terminavano con una pizza o un pasto frugale insieme: ci faceva sentire una famiglia spirituale legata da un comune vincolo d’amore per il Divino. Ella ci dava la sensazione che i più alti conseguimenti del sentiero spirituale erano alla nostra portata, se solo avessimo impiegato un impegno sincero e profondo. Aveva un’ottima conoscenza della lingua italiana, cantava e suonava molto bene i canti cosmici. Il suo ricordo è rimasto nel mio cuore come un esempio di lealtà e devozione al Maestro. - MR

 

Riordinando alcuni libri nella libreria di casa, mi è capitata tra le mani una raccolta di poesie pubblicata dalla figlia di Evelina Glanzmann. E così il mio pensiero è andato subito alla cara Evelina che all’inizio del mio sentiero SRF, parlo dei primi anni ’80, è stata un punto di riferimento fondamentale. A quei tempi, concedetemi la locuzione, non c’erano collegamenti online con Casa Madre, non c’erano meditazioni guidate, tantomeno Tour dei Monaci se non ogni qualche anno. Avevamo solo le lezioni, ovviamente in inglese. Così arrivava Evelina, un faro per tutti noi. Si fermava un paio di giorni all’Hotel Touring e ci illustrava Esercizi di Ricarica, Hong So, Om, e ci aiutava uno ad uno anche in quello che era il compito più arduo, il Kriya. Nella pratica di questa tecnica preziosa io ero la più testona e lei, con incredibile pazienza e disponibilità, si era persino informata presso Casa Madre per esporre le mie modalità di esecuzione. Quando poi, con il passare degli anni la sua salute non le consentiva troppi spostamenti, eravamo noi del Gruppo SRF ad inseguirla dove si recava, in genere presso il Centro di Milano. Poi il nostro Guru ha pensato che Evelina aveva fatto molto, moltissimo per la Sua opera e le ha dato la pensione spirituale alla quale tutti noi aspiriamo, lasciandoci di lei un grande, dolce ricordo. Grazie Evelina cara e Jai Guru! – AS

 

Evelina era molto buona, compassionevole e molto umile e, cosi penso io, a volte mascherava queste sue qualità con un velo di severità e di rimbrotti. Credo che alcuni non l'abbiano compresa appieno e l'abbiano criticata per quel suo modo di rimproverare qualcuno di tanto in tanto, me compreso (ho conosciuto qualcuno che la criticava per questo fatto), ma io sentivo che diceva quello che serviva. Una volta un devoto che la conosceva bene mi disse che Evelina era una mezza santa, in senso positivo ovviamente; era un modo di dire per elogiarla e per farmi capire con chi avevo a che fare. - VR

 

Benedetto il nostro Guru e quanti hanno contribuito a fare entrare la sua parola nelle nostre case. E certo Evelina, la nostra cara Evelina con la sua splendida insostituibile traduzione della Autobiografia. La sua pacata bontà a volte severa ci accompagnerà per sempre sul sentiero dell'auto-realizzazione rendendo fin da subito la SRF la nostra casa il nostro rifugio, e ci ha avvolti nel suo salvifico mantello – NM

 

Conobbi Evelina quasi cinquanta anni fa. Mi iniziò alle tecniche di base, e alla mia perplessità sulla mia capacita di stare a lungo con la schiena "rigida" mi disse: non rigida ma "eretta"! Differenza molto importante! - FM

 

Evelina conduceva i servizi domenicali al Centro di Milano e da Varese, dove abitava, si doveva recare a Milano in automobile. In quel periodo la Casa Madre chiedeva che le lettrici tenessero il servizio indossando un sari bianco. Dopo la meditazione, mentre ripercorreva il tragitto verso casa, lungo il percorso bucò una gomma della macchina. Disse al Guru: "Ma come! Sono venuta a fare il servizio per te e mi hai fatto bucare la ruota! Come faccio ora a cambiare la gomma tutta vestita di bianco?". Sarebbe stata probabilmente in grado di farlo lei stessa, ma non voleva sporcarsi il vestito. Non fece in tempo a scendere dalla macchina che si presentarono quattro ragazzi e le dissero: "Nonna, te la cambiamo noi la gomma" e in men che non si dica le sostituirono la ruota. Come fu pronto l’aiuto del Guru! – CM

 

Fu Evelina a darmi, nella seconda metà degli anni '80, il benestare per la conduzione degli "Esercizi di ricarica dell'energia". E fu con Evelina che per la prima volta provai un senso di pace profondo. E nel cassetto ho ancora la sua trascrizione a mano della musica dei Canti cosmici. La ricordo sempre con tanto amore. - PS

 

Era energica nel difendere i principi spirituali e chiedeva a sé stessa e a noi di mantenere una disciplina interiore. Trattava tutti come anime, vedeva in ciascuno di noi la parte spirituale e traeva dal nostro intimo la parte migliore di noi; ricordo con gioia le meditazioni che ella teneva, la revisione delle tecniche, gli aneddoti della vita del Maestro e del breve periodo che aveva trascorso alla Casa Madre. Ricevevamo una grande ispirazione spirituale anche dalla sola sua presenza; quando parlava, risvegliava il nostro entusiasmo per il sentiero spirituale, ci consentiva di considerarla, oltre che un consigliere spirituale, anche un’amica a cui aprire il nostro cuore e raccontare le nostre gioie e preoccupazioni. – MR

 

Prima che il Guru morisse, Evelina gli aveva scritto una lettera nella quale gli poneva delle domande. Quando la lettera arrivò in America, visti i tempi postali dell'epoca, Yogananda era già morto e alla lettera rispose Rajarsi Janakananda, informandola che il Guru aveva lasciato il corpo e che per questo era lui a rispondere. Evelina rispose con una lettera, nella quale comunicava a Rajarsi di aver già ricevuto la risposta per iscritto dal Maestro e ciò era avvenuto prima che la sua lettera giungesse in America.

Mi raccontò questo episodio e mi mostrò entrambe le lettere. In seguito mi disse che qualcuno a cui aveva mostrato le lettere gliele aveva sottratte di nascosto e benché sapesse chi fosse questa persona, non gli chiese mai di restituirgliele sperando che questi lo facesse spontaneamente. Avrebbe voluto regalare le lettere al Centro di Milano, ma a causa di questo episodio non lo poté fare. – CM

 

L'ho conosciuta la prima volta a Trapani. Allora ero da poco uno studente SRF. Lei teneva dei colloqui e io chiesi di poterle parlare. Entrai nella sua stanza in punta di piedi, avevo tanta stima e reverenza verso di Lei. Mi rispose in modo esauriente a tutte le domande. La sera i devoti del gruppo avevano organizzato una cena sociale e io mi sedetti in un tavolino più lontano, pensavo che fosse giusto che si sedessero vicino a Lei i più anziani. Mentre stavo per iniziare con l'antipasto venne da me uno degli anziani del gruppo e mi disse che Evelina chiedeva di me e che mi voleva vicino a cena. Io da timido quale ero stavo per rifiutare, ma poi compresi che non era giusto sottrarmi a una sua richiesta e così trascorsi la cena al tavolo vicino a lei. Poi l'ho incontrato altre volte, ma il ricordo di quella prima volta mi è rimasto impresso nella mente con la consapevolezza che fosse una grande discepola del nostro Guru. - AG

 

Quando spiegava le tecniche, Evelina raccomandava di eseguire l'Hong So ogni volta che ce ne fosse l'occasione. Un giorno mentre era seduta in macchina aspettando una persona, chiuse gli occhi e si mise a praticare l'Hong So. In quel momento passò un ragazzino vicino alla sua macchina e le disse: "Nonna, sveglia! Dormiamo?!". Evelina si divertì a queste parole, pensando che stava invece eseguendo una tecnica per il risveglio spirituale! – CM

 

Cara Evelina, ai tempi in cui è stata fondata a Roma la nostra prima cappellina, hai accompagnato molti devoti (me compresa), che avevano appena scoperto gli insegnamenti del Guru, e li hai seguiti nei loro primi passi con affetto e profonda serietà. Ti dedicavi con passione alla traduzione degli scritti del Guru, e avevi inoltre ricevuto dalla SRF l’incarico di “Consulente di Meditazione”. Così, quando si rendeva necessario il tuo aiuto per la revisione delle tecniche, accorrevi, scendendo dal Nord con la tua macchinina e al tuo arrivo eri accolta festosamente e con sollievo! Ci recavi conforto, sicurezza e allegria. E ci incitavi sempre ad aspirare al meglio. Eri un esempio vivente di come deve essere un vero discepolo del Guru! Un aspetto del tuo carattere che apprezzavo moltissimo era la tua franchezza, una dote in verità molto rara. Il tuo corpo con gli anni era diventato più fragile, ma la tua volontà era ferrea, perché eri una combattente, un vero esempio da seguire. Reagivi alle prove fisiche dicendo che era giusto combatterle, ma non era giusto ribellarsi. Sono davvero felice di averti conosciuta, cara Evelina! – LL

 

Ho conosciuto la signora Evelina Glanzmann nel 1971 in occasione della visita dei monaci a Palermo: pochi mesi dopo ella tornò a Palermo per aiutare i nuovi studenti nella pratica delle tecniche che avevamo appreso. Era consigliera di meditazione, aveva il permesso da parte della Casa Madre di insegnare e controllare la pratica delle tecniche di meditazione: per diversi anni venne ogni anno in Sicilia, anche due volte l’anno; per noi studenti e membri SRF ella era un grande aiuto perché rivedeva la pratica delle tecniche e risolveva i nostri dubbi: era un rappresentante della Casa Madre SRF che veniva a farci visita: aveva un atteggiamento amorevole e comprensivo verso tutti, unito ad un forte senso di responsabilità nel mantenere la purezza degli insegnamenti e la fedeltà al Maestro e alla SRF. – MR

 

Conobbi Evelina all'inizio del mio sentiero e notai subito la sua profonda spiritualità e fedeltà al Guru e ai suoi insegnamenti. Ebbi la grande benedizione di poter parlare con lei di molti aspetti della filosofia di Paramahansa Yogananda, del suo famoso libro e sul fine ultimo della nostra vita su questo pianeta e oltre ricevendo sempre risposte e consigli molto illuminanti. Sono convinto che era il nostro Guru che si esprimeva attraverso di lei - LP

 

La prima volta incontrai Evelina Glanzmann al Centro di meditazione di Milano, quando mi ero da poco iscritto alla SRF. Lei insegnava le tecniche e gli Esercizi di Ricarica. Avendo avuto un colloquio in privato con lei, venni invitato il giorno dopo alla spiegazione degli Esercizi di Ricarica dedicata ai futuri conduttori. Essendo la prima volta che vedevo eseguire gli esercizi, evidentemente non ero ancora capace di compiere i movimenti corretti. Evelina in quell’occasione mi sgridò dal primo all'ultimo, dicendomi che ero un incapace e che non avrei mai potuto condurli. Questo mi fece entrare un po’ in crisi, ma per amore del Maestro decisi di continuare a frequentare il Centro di Milano. Qualche mese dopo accompagnai dei devoti a casa sua per partecipare a una revisione degli Esercizi e, poiché li avevo già imparati, mi presentò agli altri come quello che li eseguiva meglio. – CM

 

Ho conosciuto Evelina Glanzmann nel 1985, in occasione di un incontro organizzato dal Centro SRF di Milano, dove mi recai assieme ad alcuni devoti di Salerno. Erano tempi in cui le visite dei monaci della Casa Madre SRF avvenivano raramente, ed Evelina era in Italia una preziosa guida spirituale, sempre pronta ad assistere i devoti che si rivolgevano a lei in cerca di aiuto. La sua accoglienza era calorosa e familiare, i suoi discorsi in pubblico sempre improntati a spontaneità e allegria. In occasione degli incontri era forte il desiderio, in particolar modo tra i devoti di Napoli e Salerno, di chiedere a Evelina colloqui privati, il che avveniva, a mio modo di vedere, non soltanto per rivolgerle domande su questioni individuali, ma spesso per trarre dalla sua amorevole attenzione forza e incoraggiamento spirituale. L’ho vista l’ultima volta nel 1987 in un incontro per la revisione delle tecniche di meditazione, organizzato nella sua casa di Trieste dai devoti di alcuni Gruppi SRF, che per la circostanza offrirono anche un bel rinfresco. L’accoglienza fu perfetta: mi sentivo parte di una grande famiglia spirituale. Malgrado i problemi fisici legati all’età, Evelina condusse l’incontro con consueta energia e vivacità. Così amo ricordarla. – CC

 

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Brother Premamoy ed Evelina

 

Una volta con Evelina Glanzmann e Brother Premamoy, andammo a S. Diego per una piccola escursione. Era il 1974. Prima però Evelina chiese a Brother Premamoy di passare in una tintoria per ritirare i capi lasciati precedentemente. Ci trovavamo ad Encinitas, ridente cittadina dove il Maestro aveva un Eremitaggio sull’oceano. Evelina sembrò indicare con sufficiente sicurezza il negozio ma ahimè... Non era una tintoria. Viste le insistenze di Evelina, imbarazzato e divertito Premamoy andò a chiedere alla signora del negozio. Tornò ridendo di cuore; entrato in macchina, si ricompose e commentò: "Forse hai sbagliato strada Evelina ma sappi che la signora per un attimo pensò di svenire: 20 anni fa qui c'era una tintoria!” - DS

 

Ero poco più che ragazzo quando la conobbi, dapprima per lettera e poi di persona ed era l'anno 1967. In quell'anno conobbi miracolosamente l'Autobiografia del nostro guru grazie ad un libro di karate e nel 1968 avevo la Lezione preliminare in italiano con la tessera SRF. Nel '68 la SRF mi scrisse di Evelina e del Gruppo di Milano e così presi contatto con Evelina dapprima per lettera e poi per telefono.Poco tempo dopo mi recai a Milano e mi trovai, non so come, ma a piedi, da Piazza Castello in via… (non ricordo il nome) ma fu una buona camminata. Raggiunsi la casa della signora Mezzola dove si tenevano gli incontri di meditazione e lì incontrai Evelina. In quell'incontro mi insegnò gli Esercizi di Ricarica e mi diede uno schemino per impararne la sequenza. Fui molto colpito al suo cospetto... Mi aspettavo una yogini agile pronta a fare difficili asana e invece era già piuttosto “rotondina”, non proprio giovanotta e per nulla agile. Ma dopo pochi minuti e soprattutto dopo la meditazione ero già stato catturato dalla sua persona e dalla sua anima. Ho considerato da subito Evelina come la mia madre spirituale... Una volta le ho perfino detto, nell'incoscienza della mia gioventù se voleva essere il mio Guru... E lei, "sciocco, il Guru ce l'hai già"... Unica scusante fu che ero un neofita di yoga e della SRF. - VR

 

(Chi desidera mandare qualche ricordo personale di Evelina Glanzmann o condividere delle foto di/con lei, può scrivere a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)